Le opere dell'artista a Correggio

Alcune opere di Antonio Allegri rimasero a Correggio fin verso la metà del XVII secolo nelle chiese di San Francesco e di Santa Maria della Misericordia. In San Francesco vi erano la Madonna di San Francesco (ora a Dresda) commissionata all’artista nel 1514 e il Riposo durante la fuga in Egitto con San Francesco (ora a Firenze, Galleria degli Uffizi) databile al 1520 e che è considerata dagli studiosi l’ultima pala d’altare del primo periodo della carriera del Correggio.
Entrambe le opere furono trafugate nel 1638 dal duca Francesco I d’Este: mentre la Madonna giunse nel Settecento nelle collezioni palatine di Dresda, il Riposo, sostituito con una copia del Boulanger, oggi presso il Museo di Correggio, pervenne ai Granduchi di Toscana nel 1649.

Altre due opere erano conservate nell’antica chiesa di Santa Maria della Misericordia: i Quattro Santi (1516-17), ora a New York, della quale presso il Museo correggese è conservata una copia con varianti di Giovanni Capretti; il Trittico dell’Umanità di Cristo, oggi parzialmente disperso, ma di cui si hanno notizie certe almeno fino al 1613 ed un affresco, Madonna col Bambino fra i santi Quirino e Francesco. Quest’ultimo proveniva dalla primitiva chiesa di San Quirino, dalla quale venne staccato con il muro nel 1514 e collocato in Santa Maria. Nel 1787 entrò nelle collezioni del Palazzo Ducale di Modena dove tuttora si trova.

Legata alla memoria dell’artista è anche la cosiddetta Casa del Correggio, costruita nel 1754-55 sull’area dove sorgeva l’abitazione dell’Allegri e restaurata con notevoli modifiche nel 1930-31.
Completamente perduta è invece l’imponente villa suburbana di Veronica Gambara, che la tradizione dice fosse di trecento stanze alcune della quali affrescate dal Correggio.

Quattro Santi, particolare