IL CORREGGIO E IL SUO TEMPO

Prendendo spunto dalla cultura del Quattrocento e dai grandi maestri dell’epoca, quali Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Mantegna, Antonio Allegri, detto il Correggio, dal nome della sua città natale, inaugura un nuovo modo di concepire la pittura ed elabora un proprio originale percorso artistico, che lo colloca tra i grandi del Cinquecento.

In virtù della dolcezza espressiva dei suoi personaggi e per l’ampio uso prospettico, sia nei dipinti sacri che in quelli profani, egli si impone in terra padana come il portatore più moderno ed ardito degli ideali del Rinascimento. Infatti, all’esplosione del colore veneziano e al manierismo romano, contrappone uno stile fluido, luminoso, di forte coinvolgimento emotivo.

Nello sforzo di ottenere la massima espressione di leggerezza e di grazia, Correggio è un precursore della pittura illusionistica. Introduce luce e colore perché facciano da contrappeso alla forme e sviluppa così nuovi effetti di chiaro-scuro, creando l’illusione della plasticità con scorci talora duri e con audaci sovrapposizioni.

L’illuminazione e la struttura compositiva in diagonale gli permettono anche di ottenere una significativa profondità spaziale nei suoi dipinti, caratteristica quest’ultima, tipica del suo stile. Le maestose pale d’altare degli anni Venti sono di spettacolare concezione, con gesti concatenati, espressioni sorridenti, personaggi intriganti, colori suadenti.