sei qui: Banca dati | Le opere del Correggio | Scheda dell'opera

San Giovanni (lunetta)

ZOOM
1520 c.
affresco, 79 x 160
Parma, Galleria Nazionale

La lunetta, che rappresenta il santo titolare della chiesa e del monastero, si trova al di sopra di una porta che un tempo introduceva al monastero di San Giovanni. In genere si considera questa la prima opera che il Correggio dipinse per la chiesa di San Giovanni Evangelista anche se sembra possibile scorgere un collegamento narrativo e visivo fra la lunetta e il soggetto affrescato nella cupola il che farebbe pensare che al momento in cui affrescò questa figura il Correggio avesse già ottenuto la commissione della decorazione della cupola. Infatti San Giovanni vi è rappresentato mentre interrompe la stesura del Vangelo per rivolgere lo sguardo al cielo come rapito da una visione. Forse un’allusione alla sua visione, narrata nell’Apocalisse, della Parousia, la seconda venuta di Cristo nel giorno del Giudizio, che è appunto illustrata dagli affreschi della cupola. Questa sottile trama di rimandi narrativi non era inusuale nell’arte del Correggio basti pensare ai rimandi fra i putti raffigurati negli ovati della Camera di San Paolo a Parma.
La figura ha già quella monumentalità che il Correggio riproporrà nelle figure degli apostoli affrescate nella cupola, anche se qui, consapevole di una visione più dettagliata che la cupola non avrebbe invece permesso, l’artista si permette di raffigurare alcuni dettagli deliziosi come quello che vede l’aquila, attributo tradizionale del santo evangelista, in atto di prendere una penna forse da offrire al santo per la sua scrittura. Un’altro dettaglio, che costituisce quasi una cifra dello stile del Correggio, è dato dal piede sinistro del santo la cui palma è rappresentata in primo piano, come era già avvenuto nella Zingarella di Capodimonte e nella figura della Maddalena della successiva Madonna di San Girolamo .
Da questa figura rimase affascinato il pittore cordovano Pablo de Céspedes, il primo autore che ci abbia lasciato testimonianza di un alunnato del Correggio presso Mantegna, che  volle renderle un omaggio nella volta della cappella Bonfili  da lui affrescata in Trinità dei Monti a Roma. (M. Spagnolo)