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Incoronazione della Vergine

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1521 c.
affresco su staccato, 212 x 324
Parma, Galleria Nazionale

Questo frammento di affresco, in cattive condizioni, costituisce la sola parte che sia giunta fino a noi della decorazione eseguita dal Correggio per l’abside della chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma.
Si trattò di un’impresa importante, che seguì gli affreschi della cupola che evidentemente avevano soddisfatto molto i committenti benedettini. Al fine di ampliare la chiesa, nel 1587 si decise di demolire l’abside e una copia  degli affreschi del Correggio fu commissionata al pittore bolognese Cesare Aretusi. Del cattivo stato dell’opera testimonia già  il cardinale Federico Borromeo [1] che si era recato a Parma nel tardo Cinquecento e aveva voluto commissionarne una copia per la propria collezione. Fortunatamente esistono molti disegni preparatori per questa decorazione perduta, tra cui ricordiamo uno studio per la Vergine , uno per l'Incoronazione  e uno per il Cristo , che rivelano con quanta cura e studio l’artista avesse meditato sulla gestualità delle figure e, come dimostra la quadrettatura di uno di questi studi, sulle loro proporzioni. Infatti alla figura della Vergine e del Cristo erano riservate proporzioni maggiori rispetto a quelle delle altre figure per accrescerne il valore simbolico. Il tema dell’Incoronazione della Vergine era strettamente connesso al fatto che la Vergine era patrona della città di Parma; lo stesso soggetto fu rappresentato sul sigillo cittadino e su alcune monete coniate in città [2].[M. Spagnolo]

1. Federico Borromeo, Musaeum, Milano, 1625: “Fu opera del Correggio una Vergine, che coronata di stelle tiene gli occhi fissi al Cielo e vi ascende. Ho detto “fu” perché avendola egli dipinta su di un muro a Parma, ora è quasi scomparsa e sarà tra breve perduta, se non si dirà conservata da questa nostra copia. Noi almeno la teniamo nel conto dello stesso modello, dal quale la ricavò uno dei fratelli Carracci, pittori tanto valenti.”
2. Ekserdjian 1997, p. 112: “Sembra chiaro comunque che il nuovo affresco abbia avuto un effetto abbastanza immediato sul conio della città. Due monete di Clemente VII, che succedette al pontificato nel novembre 1523, una delle quali presumibilmente datata 1526, mostrano l’Incoronazione della Vergine in un modo che – considerate la dimensione minuta e la sommaria esecuzione – corrisponde assai da vicino alla concezione del Correggio. Benché non esista una regola fissa per cui l’influenza visiva sia sempre passata dal grande al piccolo (l’uso di antiche monete da parte del Correggio nella Camera di San Paolo lo prova ampiamente) in questo la cronologia non lascia dubbi.”