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Annunciazione

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1525 c.
affresco su staccato, 157 x 315
Parma, Galleria Nazionale

Ricordata da Vasari [1] quando era stata da poco trasferita dalla sua originaria collocazione, la chiesa di San Francesco a Parma che fu demolita nel 1546. In quell’occasione l’opera fu trasportata nella chiesa dell’Annunziata a Capo di Ponte, con un intervento di conservazione che attesta già l’elevata fama raggiunta dal Correggio poco più di un decennio dopo la sua morte.
Per via puramente stilistica l’opera si colloca intorno alla metà degli anni venti del Cinquecento, quando il Correggio aveva da poco terminato l’impresa decorativa della cupola di San Giovanni Evangelista e si accingeva a intraprendere quella ben più monumentale della decorazione della cupola del Duomo di Parma.
La figura dell’angelo con le vesti mosse dal vento, quasi sospeso su una grande nuvola soffice deve essere stata ideata in prossimità con gli affreschi per San Giovanni e  per il Duomo di Parma dove alle nuvole sarà riservato quel ruolo protagonista che soltanto l’arte barocca saprà accordargli ben cento anni dopo. Così come ricorda gli angeli ammiccanti della cupola del Duomo, il piccolo angioletto che fa capolino dietro all’arcangelo Gabriele. La sua posa e la postura in contrapposto è anche molto vicina ad alcuni dei putti che ornano il pergolato della Camera di San Paolo .
Purtroppo l’opera non versa in condizioni ottime ed è una fortuna che sia giunto fino a noi un bellissimo disegno  eseguito a matita rossa, la tecnica preferita dal Correggio, con lumeggiature di biacca. Anche grazie allo stile di questo disegno si può proporre una datazione al 1524-25 [2]. [M. Spagnolo]


1. Vasari, 1568: “come nella medesima città (Parma) nella chiesa de' Frati de' Zocoli di S. Francesco, che vi dipinse una Nunziata in fresco tanto bene, che accadendo per aconcime di quel luogo rovinarla, feciono que' frati ricignere il muro atorno con legami armati di ferramenti, e tagliandolo a poco a poco la salvorono, et in un altro loco più sicuro fu murata da loro nel medesimo convento”.
2. Ekserdjian 1997, p. 144: “A giudicare dallo stile dell’affresco, come pure dal disegno, l’opera risale probabilmente alla fine del periodo del Correggio in San Giovanni, intorno al 1524-5. Il disegno, nella sua complessa tecnica a strati con spesse lumeggiature di biacca su fondo rosato, è particolarmente vicino agli studi per il sottarco Del Bono.”
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Altra opera d' impulsiva beatitudine, questo affresco celestiale dovette essere staccato, già nel 1546, dalla propria allocazione nella chiesa di San Francesco a Parma. Ne seguirono altri danni e vicende. Nella debole visibilità attuale conserva tutta la forza della novità recata dal Correggio al tema dell'Annuncio a Maria.  L'attentissimo Padre Giuseppe M. Toscano, autore di quattro volumi su "La vita e la missione della Madonna nell'Arte", fa rilevare che "fu il Correggio nel 1525 a lanciare l'innovazione del cielo che invade la camera della Vergine, e l'angelo vi penetra inginocchiato sulle nubi;  in pochi anni questa Annunciazione trionfale, che unisce il cielo alla terra, fu l'Annunciazione di tutta Europa"
Si noterà che una "delegazione celeste" accompagna l'Arcangelo, quasi in rappresentanza di tutti i cieli, e che il volante annuncio di Gabriele è già in simultanea invasione con quella dello Spirito Santo - in forma di colomba entro la luce d'oro - su Maria. Il Correggio celebra così, in solo attimo e nell'unità del moto, l'evento più grande della storia e la letizia dell'universo.  (G.Adani)