sei qui: Banca dati | Le opere del Correggio | Scheda dell'opera

Madonna di Casalmaggiore

ZOOM
1522 c.
olio su tela, 90,5 x 72,2

Questo dipinto, che non versa in un ottimo stato di conservazione e che fu probabilmente trasferito dalla tavola alla tela, è l’unica testimonianza visiva di un’opera perduta ma altrimenti documentata da un disegno preparatorio . Poiché questo studio si trova sul verso di un foglio che contiene progetti per il fregio della chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma, anche la commissione per la Madonna di Casalmaggiore si può datare a partire dal novembre 1522.
Il soggetto riprende un tema, quello dell’incontro fra il Bambino e San Giovannino, più volte trattato dal Correggio giovane ma qui rivisitato con una rinnovata e fresca semplicità. Dai modelli giovanili, quali la Madonna col Bambino e San Giovannino di Chicago deriva l’idea di una figura della Vergine piramidale che accoglie i due bambini abbracciandoli, ma si distanzia nella capacità di rompere quel senso di cauta staticità che caratterizzava molte delle prime opere. E’ la volontà di “creare un’istoria”, fotografando i personaggi mentre stanno compiendo un’azione, a donare a quest’immagine una vivacità briosa e spensierata emblematicamente espressa dal taglio obliquo del vestito della Vergine a cui si aggrappa, quasi per gioco, il piccolo Bambin Gesù. Qualità come queste non mancheranno, mezzo secolo più tardi, di affascinare il giovane Federico Barocci nella sua aspirazione a ritrovare un linguaggio più sincero e suasivo per raccontare la storia sacra. In un suo studio grafico sembra che l’artista urbinate si fosse soffermato a studiare proprio l’invenzione della Madonna di Casalmaggiore forse conosciuta tramite una copia o una derivazione grafica.
Il dipinto a Francoforte ha diviso la critica, incline a vedervi ora una copia di un originale perduto, ora un originale in cattivo stato di conservazione [1] che sarebbe passato nella Galleria Estense quando Francesco I occupò Casalmaggiore nel 1646. [M. Spagnolo]

1. Ekserdjian 1997, p. 137: “Essa continua la tradizione di Madonne in cui Gesù Bambino è indicato allo spettatore da San Giovannino, a sua volta additato da Cristo. In pratica, infatti, è una rielaborazione della Madonna del Prado, e può ben darsi che ne abbia condiviso lo schema cromantico relativamente smorzato. L’unico cambiamento di posa fra il disegno e il quadro riguarda il Battista, benchè ci possa anche essere stata un’inversione di ruoli. Nel quadro il Battista, leggermente più grande di Cristo, è identificato dalla croce di canna, ma nel disegno non vi è alcun attributo, e il bambino verso cui è diretta l’attenzione della Vergine sembra si stia voltando indietro verso il suo petto. In quel caso, la figura che si inginocchia davanti a loro, singolarmente esclusa dal dialogo, sarebbe il Battista. Il bambino dalle pingui cosce del dipinto anticipa la sua stessa figura adulta nella Madonna di San Giorgio, ma la composizione piramidale e l’effetto complessivo sono tradizionali. Il paesaggio romanticamente indistinto con l’arco naturale che blocca per metà la veduta sulla sinistra, di cui non rimane granché nella tela di Francoforte, può originariamente essere stato il suo tratto migliore.”