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Sacra Famiglia con San Girolamo

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1515 c.
olio su tavola, 68 x 56
London, Hampton Court

L’opera si può identificare con il “quadro sopra l’asse dipintovi la Madona con il Bambino in braccio, san Geronimo e san Gioseffo, con cornice intagliata e dorata lire 72. V.” registrato in una lista di dipinti presso Vincenzo I Gonzaga ( a cui si riferisce la lettera “V.” della citazione) il 23 gennaio 1627.
L’autore non era indicato ma quando il mercante fiammingo Daniel Nys si occupò dell’acquisto della collezione Gonzaga, per conto del re d’Inghilterra, non ebbe problemi a riconoscervi la mano del Correggio. Nella sua corrispondenza il riferimento a una “Madonna del Correggio con la testa di St. Iseppo” sembra riferirsi proprio a questo dipinto che, per ragioni ancora sconosciute, fu fra le opere che non giunsero a Venezia presso il mercante. Il fatto che Nys scrivesse nel 1628, lamentandone l’assenza e specificando che “si doverà trovare”, dimostra che era consapevole del valore di quest’opera.
In ogni caso il dipinto giunse in Inghilterra ed entrò nella collezione di Carlo I (il cui stemma compare sul retro della tavola) sebbene il nome dell’autore non si trovi menzionato negli inventari reali.
La paternità del Correggio fu quindi riconosciuta molto più tardi da Richter (1870) seguito da tutta la critica successiva. Come la Sacra Famiglia con San Giovannino  di Orléans che ha evidenti affinità con il dipinto di Hampton Court, la datazione si aggira intorno agli anni della decorazione della Camera di San Paolo, forse in un momento immediatamente precedente. Stilisticamente si avvicina anche al San Girolamo  di Madrid, con cui condivide, fra l’altro, una antica provenienza Gonzaga. Non sappiamo se l’opera entrasse nelle collezioni Gonzaga grazie a Vincenzo I ma, dato il suo ben documentato interesse per l’arte del Correggio, questa resta l’ipotesi più plausibile [1]. Del Correggio, Vincenzo I aveva provato senza successo ad acquistare, fra le altre, anche la Madonna di San Francesco e il Riposo durante la fuga in Egitto; fallendo laddove un altro importante principe, Francesco I d’Este, sarebbe riuscito quasi cinquant’anni dopo. [M. Spagnolo]


1. S.Lapenta., scheda in  Gonzaga, La celeste galleria, Mantova 2002, Milano 2003, p. 212: “Negli anni della reggenza di Vincenzo I la  passione per l'arte del Correggio si intensifica e in più occasioni il duca tenta di acquistare nuovi capo lavori del maestro parmense. Nel 1592 prova ad aggiudicarsi, su suggerimento del pittore Facchetti,
un dipinto dell'Allegri conservato a Luzzara, presso i frati di Sant'Agnese, che va verosimilmente identificato con il Matrimonio mistico di santa Caterina conservato a Detroit (Gould 1976, pp. 199 - 200) ed erroneamente ritenuto da Law (1881.1889. p. 102) e da Luzio (1913. p. 112. nota 2) il dipinto di Hampton Court. Più tardi, nel 1598, tenta - invano - l'acquisto di tre dipinti del pittore custoditi a Correggio, nella chiesa dei francescani: la Madonna con san Francesco di Dresda. il Riposo durante la fuga in Egitto degli Uffizi e un altro quadro non identificato.
La presenza del contrassegno "V." accanto alla citazione del dipinto nell'inventario mantovano - che allude alle proprietà particolari di Vincenzo I e a quelle dei Gonzaga ereditate dal duca di Mantova - lascia sospettare infatti che la Sacra Famiglia di Hampton Court sia legata proprio alle raffinate predilezioni collezionistiche di Vincenzo I e alla sua viva - per dirla con Luzio (1913. p. 112) - passione per le incantevoli atmosfere correggesche.”