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Sacra Famiglia con San Giovannino

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1518-9 c.
olio su tavola, 63 x 53
Orléans, Musée des Beaux Arts

La più antica provenienza di quest’opera risale alle collezioni di Carlo I di Inghilterra, il cui stemma si trova sul retro della tavola. Tuttavia la prima menzione in un inventario sicuramente riconducibile a quest’opera risale a quando apparteneva al re Luigi XIV e fu registrata da Charles Le Brun, nel 1683, come un lavoro alla “manière du Corrège”. Nel 1695 è registrata a Versailles e negli inventari redatti da Bailly nel 1709-10 è “estimé  du Corrège”. Nel 1754, nel nuovo inventario, Lépicié la cataloga come opera di Correggio. Tuttavia nell’Ottocento questa buona tradizione conoscitiva viene curiosamente dimenticata e la tavola è menzionata come lavoro di un “inconnu de l’Ecole lombarde”. Entra quindi nel museo di Orléans nel tardo Ottocento senza che vi sia più memoria della sua attribuzione al Correggio. Si deve a Roberto Longhi (1921) la riscoperta di questo dipinto come opera del Correggio da collocarsi in un momento immediatamente precedente alla decorazione della Camera di San Paolo. Le stringenti affinità con la Sacra Famiglia con San Girolamo  si devono non solo al simile formato delle due opere, al taglio a mezza figura e a una analoga destinazione chiaramente intesa per la devozione privata, ma anche all’utilizzo per la figura della Vergine di un medesimo cartone.
Ritorna qui un tema a lungo trattato nella prima fase dell’attività del Correggio, l’incontro fra il San Giovannino e il Bambin Gesù, concentrato sul dono della fragile croce astile. Rispetto alle versioni precedenti  la croce di legno che San Giovannino porge al Bambino diviene qui il perno narrativo dell’immagine, il piccolo santo eremita si diverte a tenerla in equilibrio sull’indice [1] mentre il Bambino l’afferra incuriosito con uno sguardo non lontano da quello del Bambino della Madonna d’Alba  di Raffaello. L’immagine è sostenuta da un ritrovato classicismo che informa l’attività artistica del Correggio prossimo a salire sui palchi della deliziosa camera della Badessa. [M. Spagnolo]

1. Ekserdjian 2001, pp. 25-6: “Nella tavola di Orléans, l’iconografia torna ancora una volta al motivo del Cristo che, nel prendere la croce da S. Giovannino, abbraccia la sua futura passione. L’idea di presentare l’aspetto tragico della storia di Cristo quasi come se fosse un episodio di genere era piuttosto diffuso in questo periodo, e poteva essere comunicato con l’aiuto di diversi simboli. Qui è la croce; in altri luoghi e con altri artisti può essere un cardellino o un agnello. Il fatto che tali particolari fossero letti in questo modo durante il primo Cinquecento è dimostrato ampiamente dal carteggio di Fra Pietro da Novellara con Isabella d’Este a proposito di due Madonne di Leonardo da Vinci.”