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Madonna col Bambino e San Giovannino

ZOOM
1518 c.
olio su tavola, 48 x 37
Madrid, Museo del Prado

Il dipinto fu portato in Spagna da Isabella Farnese in occasione del suo trasferimento da Parma come seconda moglie del re Filippo V. E’ registrato fra i suoi beni a La Granja nel 1746. Stilisticamente l’opera è prossima agli affreschi della Camera di San Paolo e il fatto che abbia costituito un modello per Michelangelo Anselmi fa pensare che il Correggio possa averla dipinta a Parma. Fra tutti i dipinti del Correggio a questo spetta il posto d’onore per dimostrare quanto attentamente l’artista guardasse alla lezione di Leonardo [1].
La piccola tela madrilena è infatti una libera variazione sul tema offerto dalla Vergine delle rocce  del maestro toscano, un’opera che, come si è visto, costituisce un modello di ispirazione anche per alcuni lavori giovanili del Correggio. Ricordano da vicino quel capolavoro di Leonardo l’ambientazione nella grotta e il modo di rendere il rapporto intimo fra figure e paesaggio, nonché il volto della Vergine con quello sguardo abbassato che diverrà una cifra stilistica di molte Madonne dipinte dal Correggio. Soprattutto il tema dell’incontro fra i due bambini nella grotta conobbe grazie a Leonardo una grande popolarità fra i cosidetti “leonardeschi”.
L’opera segna quindi un rinnovato e consapevole interesse del Correggio per le proposte vinciane che trovava riscontro nelle predilezioni dei collezionisti e dei committenti delle corti padane del primo Cinquecento. A Parma, non solo Cecilia Bergonzi, badessa del monastero di San Paolo, aveva deciso nel 1505 di pagare ad Alessandro Araldi un viaggio a Milano per vedere il Cenaculo, ma anche Enea Irpino aveva dedicato a Parma una strofa del suo Canzoniere (ante 1520) ad elogiare il “gentil mio Vincio”.
Al confronto con tanti leonardeschi, il Correggio fu uno dei pochi a saper interiorizzare e reinventare in maniera assolutamente originale le proposte del Vinci: si noti ad esempio come la suggestione leonardesca della pettinatura elegante della Vergine (link ico 4) non mantenga alcun sapore citazionistico ma sia invece  perfettamente adattata al contesto di questa dolce e giovanissima Madonna parente stretta della altrettanto tenera Zingarella. (M. Spagnolo)


1. Brown 1981: "If we recall Correggio's earlier derivations from Leonardo, like the Brera Nativity we can see in them an incongruity between the sharp description of forms and the shadowy setting.
Chiaroscuro is merely applied to meticolously rendered, brightly colored forms. The atmospheric softness, of the Madrid picture, by [incomprensibile], Correggio's mastery of the resources of Leonardo's pictorial language. The painting differs in this respect too from
a contemporary  Milanese adaptation of the Virgin of the Rocks, by Bernardino de' Conti, where the intended effect of Leonardo's motifs is undercut by the archaizing way they are treated. Conti's picture looks like a  pastiche. In Correggio's painting, on the other hand,  all the elements derived from Leonardo - the dark setting, morbidezza, gracefully animated figures, and their beguiling sentiment - are fused into a coherent and ineffably charming whole. The Milanese  follower does not show an understanding of Leonardo's innovations comparable to that of Correggio, who approached his art in such a way as to became an interpreter of it. Whereas Conti was content to [incomprensibile]  the more outward and easily recognizable aspect of Leonardo’s Work, Correggio responded as well to the essence of his model, using it in an original way to nourish a new style.
What Correggio owes to Leonardo  in the Madrid picture is above all the conjoining of sweet sentiment with a soft dark style. If the younger artist is not likely to have derived this fundamental, principle of Leonardo's art from the Virgin of the Rocks, executed with a Milanese assistant, it would have been evident in paintings like the Louvre Baptist and in the master's works taken as a whole. Further showing how Correggio penetrated beneath the surface of Leonardo's manner, the figures in the Madrid picture behave in a recognizably Leonardesque way. We may imagine, for instance, thatthe Christ Child, eagerly reaching toward the little Baptist, will, in a moment embrace him, as in Conti's more literal rendering of a Leonardo idea. By this time Correggio was evidently capable of inventing motifs that suggest Leonardo without having been derived from him."
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La Madonna col Bambino e San Giovannino, giunge a Madrid probabilmente con Elisabetta Farnese, che sposa Filippo V, re di Spagna nel 1714. La presumibile proprietà segna dunque il livello di considerazione di questa tavola, eseguita per la devozione privata. Gemma da sempre del Museo del Prado, è stata collocata in certe occasioni al posto d'onore del Museo stesso.
Forse mai bellezza, semplicità, grazia, simbologia, e verità interiore di sentimenti spirituali, sono state fuse in un solo dipinto come in questo. Esso può essere considerato il più bel piccolo dipinto del Rinascimento italiano. Una lettura formale ne disturberebbe il godimento visivo, che è immediato e totale, sui piani della mente e su quelli del cuore. Anche l'idea che la scena sia parte di un "Riposo" appartiene lontanamente ai vangeli apocrifi.
E' più sostanziale pensare alla grotta come luogo simbolico del mistero complessivo dell'Incarnazione: luogo posto sulla terra e lievitato da un'estrema tenerezza umana. Qui Maria è vergine e madre (da una parte ha la treccia legata verso l'alto, e dall'altra i capelli sciolti); è regina ed umile (ha un sandalo prezioso e l'altro piede nudo); è umana e divinizzata (ha la tunica cinerina ed è avvolta dal manto blù di significato divino). Qui si incontrano i due testamenti biblici, e l'era dell'attesa si congiunge con l'era del riscatto (il Battista - il Cristo); qui il figlio-uomo di Maria si rivela come Dio-Salvatore, accettando a braccia aperte la croce. Qui ancora l'oscurità ove giacevano i popoli (la grotta) si apre verso un'aurora che è l'aditus - lassù verso il cielo - ossia l'accesso alla pienezza dei tempi, segnato pure dalla valletta col fiume d'acqua viva.  Ma le tre figure sono investite frontalmente e dall'alto da una luce sovrumana, che accende in noi ogni gioia, e alla quale risponde l'oro vibrante delle tre capigliature.
Santità e presagio sacrificale dominano questo gioiello pittorico, segnato dai fiori delle piccole veroniche, impreziosito dai corpi innocenti di Gesù e San Giovannino, e dal volto indimenticabile di Maria ancora fanciulla, con le gote e le labbra roride di giovinezza.   (G.Adani)