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Il giovane che fugge dalla cattura di Cristo

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1522 c.
olio su tela, 67 x 54
Parma, Galleria Nazionale

L'opera proviene dalla collezione parmense Dalla Rosa-Prati ed è una copia cinquecentesca di un originale perduto del Correggio eseguita probabilmente da un artista emiliano. La prima citazione di una piccola copia da Correggio rappresentante questo soggetto si trova nell'inventario, steso nel 1569 a Roma, della collezione del vescovo Gerolamo Garimberti da Parma ("Un altro quadretto in tela, poco maggiore, d'un San Giovanni che fugge quando Cristo vien preso nell'orto, cavato dal Correggio"). Il soggetto è decisamente insolito nella tradizione iconografica italiana. Si tratta di un episodio che é narrato solo nel Vangelo di Marco: nel momento della cattura nell'orto del Getzemani, una volta che tutti i discepoli hanno abbandonato Cristo, l'evangelista specifica che "Dietro a Gesù veniva un ragazzo, coperto soltanto da un lenzuolo. Le guardie cercarono di prenderlo, ma egli lasciò cadere il lenzuolo e scappò via nudo" (Mc 14, 51-52). Questo passo del Vangelo ha rappresentato da sempre un difficile problema esegetico  per l'identità del giovane fuggitivo e per il significato del suo gesto. Una delle letture più accreditate voleva che il neaniskos fosse Giovanni, il più giovane dei discepoli e quello prediletto da Cristo colui che, quindi, lo avrebbe abbandonato per ultimo nel momento drammatico della cattura.
Se la copia della Galleria Nazionale è fedele all'originale, sembra che il Correggio accogliesse questa linea interpretativa. Il lenzuolo rosso che vola via dalla figura del ragazzo in fuga sta infatti a suggerire la sua identificazione con san Giovanni.
La figura del fuggitivo si trova in altre rappresentazioni della Cattura di Cristo,  quali la miniatura di Jean Foquet nel libro d'ore di Etienne Chevallier, l'incisione della Bibbia Malermi e le incisioni di Dürer  e Cranach. Tuttavia è il Correggio il primo artista in assoluto a fare di questo episodio il soggetto principale della scena della Cattura. Questo dipinto godette di grande fortuna critica [1] [2] e figurativa, come attestano le numerose copie che si registrano negli inventari (solo a Roma  se ne trovavano entro la metà del Seicento tre: una fra i beni del Cardinal Sforza, un'altra nella collezione Barberini e una presso Pietro da Cortona). Per il critico francese Andrée Félibien la copia Barberini sarebbe stata un originale del Correggio e "la plus finie que j'aie vue de lui....si belle que je ne me souvens pas d'avoir rien vu de pareil". [M. Spagnolo]


1. H. Tetius 1642: “Innocuo quoties nidum furtiva palumbo/ dextra rapit, toto nescius axe volat:/ Cur igitur profugum tabulis mirare Ioannem?/ Perfugium noti perdidit ille sinus. [Sul S. Giovanni Evangelista in fuga raffigurato per mano del Correggio. Ogni qualvolta la mano furtiva sottrae il nido/ all’innocente colombo, vola per tutto il cielo senza sapere dove./ Perché dunque sei stupito che Giovanni sia fuggiasco nei dipinti?/ Egli ha perduto il rifugio delle braccia consuete.]
2. A. R. Mengs, Opere, Bassano 1783, vol. II p. 175 "La Casa Barberini possedé anticamente un picciol Quadro rappresentante quel passo dell’Evangelista San Marco, che dice: V'era un Giovane, che lo seguitava coprendo con un panno le sue carni, e lo ritennero;  ma quegli abbandonando il suo panno,k se ne fuggì nudo. Dicesi, che questo Quadro di mano in mano andò a terminare in Inghilterra; ma ultimamente ne abbiam veduto in Roma un altro consimile in potere d'un Inglese. La sola differenza che passa tra d'essi, è che questo è dipinto in tela, e' pare lo studio, o l'abbozzetto dell' altro, perchè vi si ravvisano alcune correzioni; cosa rara ne' Quadri di Correggio. Ciò nondimeno la figura del Giovane è molto ben finita, ed ha bellissimo impasto, e colorito, e soprattutto è singolare l’es-pressione, e il modo, con cui procura il distrigarsi dal panno. Il Soldato, che lo vuol arrestare, ritiene il panno colla destra, e colla sinistra fa l'atto più di chiamarlo che di prenderlo, e pare che voglia persuaderlo amorevolmente a non fuggire: questa espressione spiega il carattere di Correggio portato per le azioni meno aspre , e meno violenti. Da lungi si vede la cattura di Cristo nell’atto che Giuda lo bacia, e San Pietro, che taglia l’orecchio a Malco. La prospettiva, e il chiaroscuro di questo Quadretto sono del migliore stile di Correggio; ma quello, che vi si conosce chiaramente di più singolare, è ch’egli ebbe presente la figura del Figlio maggiore di Laocoonte quando fece quella di questo Giovane, poiché la testa, e tutto il carattere della persona sono rassomigliantissimi; solamente le forme sono più grandiose, secondo lo stile di Correggio."