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Santa Maria Maddalena

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1518 c.
olio su tavola, 38,1 x 30,5
London, National Gallery

La provenienza di quest’opera si può ricostruire con certezza solo fino al primo Novecento. Prima di giungere alla National Gallery di Londra era in possesso di George Salting nel 1907. Probabilmente proveniva dalla collezione francese di Ravaisson Mollien a Parigi. Non esistono notizie più antiche riconducibili con sicurezza a questo dipinto, per quanto si rintraccino in molti inventari di quadrerie e collezioni seicentesche riferimenti a opere rappresentanti Santa Maria Maddalena attribuite al Correggio. Fu Corrado Ricci, pionieristico e appassionato studioso di Antonio Allegri, a ricondurre questa piccola tavoletta alla paternità dell’artista, nel 1930. Da allora quasi tutti gli studiosi hanno accettato quest’opera come autografa.
La santa è rappresentata presso la grotta di Sainte-Baume in Provenza dove la leggenda vuole che si fosse ritirata in penitenza negli ultimi anni della sua vita. E’ riconoscibile per il prezioso vaso degli unguenti, suo attributo tradizionale, e poggia il braccio destro su un grande libro aperto, oggetto che spesso la accompagna e a cui lo stesso Correggio avrebbe dato, più tardi, eccezionale rilievo nella sua suggestiva, ma ahimè perduta, Maddalena leggente. Al confronto con opere di stesso soggetto di poco precedenti, questa del Correggio spicca per una rappresentazione più austera e al tempo stesso più naturale. La santa è avvolta in un mantello ampio, il cui blu cobalto doveva probabilmente creare un raffinato accostamento cromatico con il verde della vegetazione circostante, che le lascia scoperte le spalle, il seno e la gamba destra a sottolineare la vita semplice e povera che caratterizzò l’eremitaggio a Sainte-Baume in contrasto con il lusso e la mondanità della sua vita precedente. La parziale nudità e la modestia dell’abbigliamento stanno allora a marcare la distanza con gli abiti eleganti e sfarzosi che spesso la Maria Maddalena ostenta in immagini che la raffigurano prima della penitenza. Le fonti narrano infatti che, una volta ritiratasi sulle impervie montagne provenzali, la santa viveva in una grotta, senza vestiti, nutrendosi solo del canto degli angeli e della Parola di Dio.Si accordano a questo intento simbolico-narrativo, alcuni particolari come le lunghe unghie dei piedi della santa che valorizzano la scelta ascetica di santa Maria Maddalena, dettaglio questo a cui il Correggio ricorrerà anche più tardi per rappresentare un’altra figura di santo eremita: il San Girolamo nella Madonna di San Girolamo . La posizione rigidamente frontale, addolcita solo da un timido contrapposto e l’espressione seria e distante conferiscono alla figura una impostazione monumentale, pur nelle ridotte dimensioni del dipinto, e ciò potrebbe tradire l’ispirazione a modelli antichi [2]. Infine si può ricordare che Leonardo aveva studiato in uno schizzo  conservato al Courtauld Institute di Londra, una simile posa frontale smorzata da un delicato contrapposto per una Santa Maria Maddalena che porta il vaso degli unguenti.La datazione dell’opera è basata esclusivamente su considerazioni stilistiche intorno alla fine degli anni dieci, in prossimità con i Quattro Santi di New York e la Zingarella di Capodimonte, opera quest’ultima, che condivide un’analoga riuscita compenetrazione fra figura e paesaggio circostante.[M. Spagnolo]

1. Ricci  1930, pp. 156-157: ."

2. Ekserdjian 1997, p. 63 "Essa rappresenta Maria Maddalena in un paesaggio verdeggiante. La donna è nuda eccetto che per un drappeggio blu intenso che non arriva a coprirle il petto, e abbandona il suo peso su una specie di sporgenza rocciosa naturale. Un grosso tomo è aperto lì accanto mentre lei regge nella mano sinistra un’ampolla per unguenti dorata, ma il centro della sua attenzione siamo noi. Il viso tondo e le guance rosee, insieme alle bionde trecce che le scivolano sul busto, suggeriscono tutti una datazione attorno agli anni della realizzazione della Camera di San Paolo o appena dopo. Certamente, e pur considerando la loro diversa funzione come sante all'interno di pale d'altare, questa Maddalena assomiglia più alle sue omonime delle opere del Correggio maturo che alle Maddalene dei Quattro Santi e della Madonna di Albinea. La posa della figura potrebbe anche rafforzare l'ipotesi di una datazione post-romana in quanto, esagerando molto la voluttuosa curva dei fianchi della donna, sembra proprio derivare dagli antichi. C'è una fonte specifica in una delle figure su un sarcofago che rappresenta le Muse (Kunsthistorisches Museum, Vienna), soprattutto per le gambe incrociate e i fianchi curvi. Rimane la questione se il quadro di Londra sia un originale del Correggio. L'esame tecnico non rivela pentimenti, ma questo da solo non è un fattore decisivo."
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Per lèggere adeguatamente la sola e solitaria figura della Maddalena, qui riprodotta in piedi col vaso dell'unguento e il libro, occorre rifarsi alla leggenda che la volle giunta sulle rive del Mediterraneo francese - con la sorella Marta, il fratello Lazzaro e un'ancella - eppoi eremita sulla montagna, in un'aspra spelonca: la venerata Sainte Baume, che esiste ancora. La devozione alla Maddalena - singolare personaggio che fonde più figure evangeliche, dapprima arrovellata nel peccato, eppoi appassionatamente convertita, e infine testimone privilegiata della Resurrezione - fu un fatto tutto francese, quasi nazionalista, che vide sorgere basiliche e muoversi pellegrinaggi. In Italia la conoscenza della sua immaginaria storia, fu quasi inesistente sino ai primi anni del rinascimento; soltanto poche Dame, capaci di ricevere e comprendere libri francesi, ebbero nozione delle asperrime e miracolose penitenze di Maddalena, e della sua vita divenuta esemplare. Si vedano in proposito i rivelanti studi di Madalena Spagnolo.
La grande devota italiana - propagandista presso alcune sue nobili amiche, e persino pellegrina di persona alla Sainte Baume, in Provenza - fu Isabella d'Este Gonzaga, marchesa di Mantova. Si deve probabilmente a Isabella e alla sua corripondenza con Veronica Gàmbara, contessa di Correggio, se Antonio Allegri fu indotto a dipingere alcune famose figure di Maddalena nella Santa Grotta. Molto ammirate furono quella "genuflessa", e quella "distesa e leggente", di entrambe le quali gli originali sono andati perduti. Di alta qualità è questo esemplare di Londra, dove la Santa - in condizione penitenziale - cogita, mirandoci, sulla vita e sulle verità eterne.
Il piccolo dipinto londinese possiede ogni costitutivo per essere autografo: dalla scioltezza della figura alla morbidezza dell'incarnato; dall'ineguagliabile invaso d'erbe e d'arbusti al variegato e seducente imbuto luminoso-ambientale.             (G.Adani)