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Sacra Famiglia con San Giovannino

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1514 c.
olio su tela, 26,5 x 21
Los Angeles, County Museum of Art

Il piccolo dipinto conservato al museo di Los Angeles dal 1946 era noto alla critica fin dal primissimo Novecento: dal 1905 al 1906 fu prestato al Fogg Art Museum dove potè vederlo Bernard Berenson che lo pubblicò nel 1907. L’attribuzione al Correggio sostenuta da Adolfo Venturi [1] e avvalorata negli anni settanta del Novecento da Arturo Carlo Quintavalle e Cecil Gould fu accettata da altri studiosi successivi ma non da David Alan Brown che ha suggerito di vedervi il prodotto di un esercizio di imitazione sui modi del Correggio ad opera del pittore parmense Francesco Maria Rondani che non era estraneo a rielaborazioni correggesche di questo tipo. L’attribuzione al Correggio è stata prudentemente mantenuta da Mario Di Giampaolo e Andrea Muzzi mentre David Ekserdjian ha espresso pesanti dubbi al riguardo [2]. Pur tenendo conto del fatto che il passaggio da tavola a tela possa aver causato il colore sgranato dell’immagine e la sua incerta messa a fuoco, alcuni dettagli, quali lo scorcio incerto della mano destra della Vergine, il modo sciatto di trattare il panneggio del mantello che si appiattisce sulle sue spalle, nonché il volto appuntito del San Giuseppe, sembrano in effetti suggerire che non si tratti di un originale del Correggio giovane. Un rapido confronto fra questo San Giuseppe e l’omonimo santo dell’Adorazione dei Magi di Brera, vicini sia nella posa che nel rapporto spaziale con la colonna marmorea, rivela una incolmabile differenza qualitativa nel gestire il chiaroscuro e l'espressività del volto.
Se non si tratta del Correggio, l’autore del dipinto dovrà quindi essere ricercato fra i pittori attivi a Parma nella sua orbita. Un artista sensibile alla lezione dell’Allegri ma anche pronto a divulgare ed edulcorare, semplificandole, alcune solenni proposte raffaellesche . [M. Spagnolo]

1: A: Venturi, in Bottari 1961, p. 94: “La Sacra Famiglia,Brandegee, sebbene trattenuta nelle fluttuazioni della linea compositiva al confronto con la Madonna di Hampton Court, è la piú ammaliante composizione della serie, la piú delicata e armoniosa, tanto l'onda delle masse, indecise nell'ombra che le avvolge, si
immedesima con l'atmosfera addensata entro il semplice interno, graduata dal bruno al grigio perché dolcemente ne emergano l'avorio delle carni e le tinte lievi delle stoffe. Il lene fluir delle masse fuse dalla atmosfera, il tono abbassato della luce nella sua gradazione dolcissima, si immedesimano con la tenera grazia delle figure e dei gesti. Come nel primitivo quadretto dello Sposalizio Frizzoni, tra le ingenue figure, nel quadro Brandegee l'intimità dell'ombra stringe l'intimità dei cuori; la dolcezza dei gesti lievi par scaturire dal sospiro delle fioche luci. In tutte queste opere primitive, le vibrazioni dell'atmosfera dan vita agli affetti delle sacre figure : i barlumi e le ombre di un querulo crepuscolo dicono, nel Congedo di Cristo dalla madre, l'angoscia che stringe i cuori nell'ora dell'addio ; squilli di luce, la festa della Natività nel quadro Crespi, e con il ritmo celere dei riflessi battono i cuori delle sacre figure nello Sposalizio di Santa Caterina a Detroit.. Le fluttuazioni di un chiaroscuro mutevole e leggiero esprimono, con un riserbo e una delicata grazia di cui sfuggirà il segreto al Correggio maturo, sogni d'umana tenerezza ; l'incanto di una infanzia gracile e trepida, come quella di Gesù e di San Giovannino, tessuti di impalpabili trame di luce, sul grembo della Madonna del Prado, l'abbandono al sonno della Zingarella, punto di arrivo dell'arte primitiva del Corteggio nella grazia idilliaca di un labile disegno, che segue l'onda delle effimere luci sulle masse vaporose delle figure, cullate nel sonno dal murmure dell'ombra.
Nei grandi cicli d'affreschi, la forma del Corteggio si espande, il ritmo delle figure si complica ; prende vita, tra gli efebi e le danzatrici del duomo, il sogno edonistico appena adombrato nella grazia femminea delle immagini giovanili ; tra pagani sacrifici e danze selvagge, nei gorghi della luce, che sfonda. le cupole e' allontana, sempre più lievi nell'aria; le immagini ariose, si celebra la festa di Maria Assunta nei cieli. Tra i fulgori dell'oro solare Tiziano esalta nell'Assunta la Madre ; il Corteggio adagia Maria nella conca dei Beati come in un letto d'amore ; la solleva, aperte le braccia come ali ansiose, verso lo Sposo che scende dall'alto della cupola, dalla libera luce dei cieli.
Nei quadri intermedi fra le due cupole,. l'arte del Corteggio perde l'intimità, la fresca e delicata grazia delle opere prime : sogna di sontuosi fiori umani in suntuosi scenari nel Noli me tangere, fra il melodramma di Maddalena e il gesto canzonettistico del divino giardiniere veste con lambiccata eleganza leggiadri manichini per l'Adorazione del piccolo Gesù agli Uffizi e per il Cristo orante del duca di Wellington 1; gonfia e torce con pessimo gusto le molli forme di Mercurio e di Psiche nell'Educazione d'Amore a Londra, camminando sulle orme di un detestabile michelangiolismo sfibrato ; si fa svenevole nella composizione confusa e maldestra dell'Ette Homo di Londra, tra le forme spampanate e fiacche e il pietismo convenzionale degli atteggiamenti. Suona falsa la voce che vibrava d'istintiva dolcezza nelle opere prime, che esprimeva, nei cori bacchici degli angioli, nelle onde sonore della luce, il rapimento, l'estasi dell'amore.
Antiope dormiente nel bosco, la Madonna di Dresda nella cerchia vanitosa dei Santi, Maddalena illanguidita da Amore, nella celebre pala di San Girolamo, diffondono, dai quadri d'altare come dalle composizioni mitologiche, con pagana indifferenza al soggetto, l'ideale di voluttuosa bellezza che s'illumina di luci d'aurora nella cupola del duomo. Le figure ampie e soffici, di molli indecisi contorni, «si di morbidezza colorite e d'ombre di carne lavorate» (Vasari), si smarriscono in sogni di dolcezza, fra i trilli di luce della Madonna di San Girolamo e il velluto del bosco ove riposa la Sacra Famiglia di Parma. L'arte del pastello, fiore del Settecento prezioso, spunta delicatissima nelle immagini di questo periodo, nella Madonna della Scodella, ad esempio, con la tenerezza dei contorni indecisi, delle carni velate da un languido chiaroscuro, con quello smarrimento delle iridi dilatate dall'ombra. La concezione plastica, ancor palese nelle altre figure e nelle pieghe dei drappi, anche nei lineamenti del Bambino, s'attenua nel volto di Maria, dietro i veli atmosferici che tendono a disperdere l'evidenza dei- tratti, a renderli imprecisi, a liquefare i contorni, mostrandoci l'immagine come traverso un mobile velo d'acqua o tra le nebbie di un impressionismo precoce. La Sacri Famiglia di Londra, con la tenerezza inesprimibile degli impasti e la fluidità d'una forma che s'arrotonda e sfugge sull'onda stessa della luce, la Madonna del Latte a Budapest, con la malia carezzevole del ritmo, sono di questo periodo dell'arte correggesca fiori di perfetta bellezza, non guasti, come i quadri a molte figure, da parti sgradevoli, quali il San Giuseppe nel Riposo in Egitto o i Santi civettuoli dell'ancona di Dresda. Le luci, flebili tra i sospiri dell'ombra, l'incantevole dolcezza di un disegno a trame leggiere, compongono il canto d'amore di Antonio « Lieto » sul declivio della sua breve vita. In antitesi con Michelangiolo, che dalle spezzate articolazioni e dalle turgide musculature sprigiona la vita formidabile delle sue moli dipinte, il Correggio, più degli stessi Veneti lontano da quelle eroiche visioni, nasconde l'impalcatura ossea delle forme, scivola sulle sporgenze delle articolazioni, schivo da quanto possa turbare lo incanto di una eleganza tutta flessibilità e morbidezza. Fiorisce facile. e leggiero il suo sogno di vita fra il turbine della passione michelangiolesca e l'ideale serenità di Raffaello : dolcezza di forme muliebri, beltà di bimbi creata dalla luce, ornamentali eleganze, riempiono la vita del Correggio, delicato epicureo di un'arte tutta profumi e sorrisi. La meteora luminosa degli angioli che declinan con l'arco del ramo di palma nel Riposo sulla via dell'Egitto, come rapiti dalla luce, il gruppo dei musici nella Leda, sul fondo come di fiorito arazzo, l'aerea spira del Ratto di Ganimede, son creazioni di fantasia decorativa paragonabili, per grazia lieve, alle trame fiorite della pittura orientale.”
2: Ekserdjian 1997, p. 41 da :”La testa di quest’ultimo a triangolo capovolto sarebbe sufficiente per rifiutare l’idea della paternità del Correggio, analogamente alla vacuità dell’espressione di Gesù Bambino. L’estrema deformazione della gonfia mano destra della Vergine è perfettamente concepibile nel Correggio degli anni 1520-30, ma non alla data che il resto del dipinto lascia intendere. David Alan Brown ha suggerito che potrebbe essere del Rondani, non ha però niente della sua eccentricità, e potrebbe ugualmente trattarsi dell’opera di un anonimo seguace del Correggio. Questi sembra essersi basato sulla composizione che, in radiografia, compare sotto al Matrimonio mistico di Santa Caterina, del Correggio (Capodimonte, Napoli)”