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Madonna col Bambino e San Giovannino

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1510 c.
olio su tela, 68 x 49
Milano, Castello Sforzesco

L’opera fu ascritta al Correggio dal tardo Ottocento e giunse alla sede attuale nel 1901. Rappresenta una delle molte varianti del tema dell’incontro fra San Giovannino e il Cristo bambino, un tema molto caro a Leonardo e alla sua cerchia milanese.  Tuttavia l’atmosfera pervasa di sottile inquietudine che caratterizza molti dipinti di questo soggetto,  è qui smorzata a favore di una scena affabile e dolce dove l’incontro fra i due bambini, denso di sinistri presagi, si risolve in un tenero intreccio di braccia e di sguardi ammiccanti. Solo la mano sinistra della Vergine, che pare sospesa fra il desiderio di proteggere il Bambino e la scelta di lasciarlo libero al suo destino, insinua un’allusione alla sua preveggenza. Dato che l’opera ha subito un passaggio dalla tavola alla tela bisogna considerare che i colori erano certamente più vivaci (vicini forse alle tonalità smaltate della Madonna con il Bambino e San Giovannino di Chicago) così come l’impressione un po’ sfuocata delle forme deve essere letta non come una scelta stilistica ma come il risultato di questo intervento.
Rispetto all’analogo dipinto di Philadelphia, che senza dubbio lo precede, questo appare più maturo e meglio articolato. Si noti la maggior cura con cui è resa l’ambientazione della scena, ospitata fra un paesaggio di ascendenza leonardesca sullo sfondo e la parasta in marmo bianco finemente decorata  a grottesche  in primo piano. Un motivo quest’ultimo che sta qui a costituire la sola sobria concessione del Correggio alle fantasie archeologiche di Mantegna, e al tempo stesso un omaggio, forse, alla decorazione del portale  del Palazzo dei Principi di Correggio. [M. Spagnolo]